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la violenza delle donne in bielorussia

Bielorussia: violenza domestica, più che uno scandalo privato
"Teneva il bambino in braccio e mi picchiava... E' una cosa veramente terribile vedere i vestiti del bambino pieni di sangue e lui che ride e ti dice "Allora, adesso ti metti in ginocchio e mi preghi di non ucciderti!"

Yelena, vittima della violenza domestica in Bielorussia Nell’ultimo rapporto sulla violenza domestica in Bielorussia “Belarus: Domestic Violence - More than a private scandal” (AI INDEX: EUR 49/014/2006) Amnesty International denuncia come il governo non stia facendo abbastanza per proteggere i diritti fondamentali delle donne in relazione alla violenza domestica e sollecita le autorità bielorusse ad adempiere agli obblighi di protezione delle donne secondo gli standard e le norme internazionali sui diritti umani.

Negli ultimi anni, il governo della Bielorussia ha compiuto alcuni passi significativi nella protezione delle donne dalla violenza tuttavia le misure adottate finora si sono dimostrate insufficienti. Il ministero degli Interni ha portato avanti un programma speciale per affrontare i “reati domestici”. Quando le donne hanno coraggio e perseveranza nel denunciare i casi di violenza domestica, in genere i colpevoli sono processati e puniti. Tuttavia, nel complesso, i responsabili continuano ad agire nell’impunità perché solo una piccola percentuale di donne vittime di violenza denunciano il reato alla polizia. Le donne sono spesso scoraggiate dal denunciare la violenza subita perché temono ritorsioni da parte dei partner violenti, hanno paura di essere processate per altri reati, nutrono senso di colpa, timore di disonorare la famiglia, scarsa autostima e spesso devono fare i conti con l’insicurezza economica. Perseguire i colpevoli è fondamentale per prevenire l’impunità, ma questo è soltanto uno degli aspetti della strategia complessiva necessaria per contrastare la violenza domestica.

In assenza di programmi di riabilitazione per coloro che hanno commesso atti di violenza domestica, gli uomini che escono di prigione continuano spesso a infierire sulle loro compagne. Le donne devono essere protette e per questo devono essere garantiti servizi di supporto e accesso alle case rifugio. Il ministro del Lavoro e degli affari sociali dirige in tutto il paese 156 centri territoriali per l’assistenza sociale alla popolazione; solo in tre di questi sono presenti centri di emergenza per donne che subiscono violenza domestica, per offrire supporto psicologico e legale e assistono le donne nella denuncia dei reati alla polizia. Le organizzazioni femminili presenti sul territorio hanno cercato di offrire servizi di sostegno, ma si trovano spesso ad affrontare ostacoli dovuti alla legislazione repressiva cui è sottoposta l’azione di tutte le organizzazioni non governative (Ong).

Alcune organizzazioni femminili offrono servizi di counselling e gestiscono linee telefoniche di aiuto. Tuttavia la maggior parte delle Ong che Amnesty International ha incontrato nel corso della sua missione di ricerca in Bielorussia nel febbraio 2006, hanno difficoltà nel reperire finanziamenti a causa delle restrizioni statali e perché la violenza domestica non è considerata un tema prioritario dai donatori stranieri. Un disegno di legge sulla prevenzione della violenza domestica è stato preparato e approvato dai ministeri competenti tuttavia è mancata la volontà politica per assicurarne l’approvazione parlamentare.

Le richieste di AI alle autorità bielorusse
AI ritiene che per mettere in atto un sistema che protegga le donne e miri a sradicare la violenza domestica sia necessaria una forte volontà politica e un’azione concertata da parte delle autorità. Per questo AI chiede di: - emendare il più presto possibile il disegno di legge sulla prevenzione della violenza domestica perché escluda la nozione di “comportamento della vittima”; - realizzare almeno cinque nuove case rifugio con adeguate risorse in 5 città prima del settembre 2007 come primo passo per onorare l’impegno preso dal governo bielorusso di dotare ognuno dei Centri territoriali per l’assistenza sociale di ripari per le vittime di violenza; - rivedere gli articoli del Codice penale e del Codice amministrativo per fare in modo che prevedano una definizione di violenza domestica in linea con la definizione della Dichiarazione ONU sull’eliminazione della violenza contro le donne; - condannare la violenza domestica in quanto reato, come una preoccupazione di ordine pubblico e non una questione privata.

link al sito di Amnesty International

 

 
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